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e raggiungi i tuoi obiettivi

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+La realtà

Che cos’è la realtà? Esiste veramente qualcosa di reale o tutto ciò che vediamo è costruito da noi? È difficile dare una risposta a queste domande, anche perchè il mondo scientifico, e più esattamente quello filosofico non hanno ancora trovato un consenso. Per capire meglio cosa sia la realtà andiamo a trattare tre correnti di pensiero: l’idealismo, il realismo e il positivismo.

Per gli idealisti il mondo non esiste. Secondo questo pensiero tutto ciò che è reale esiste solamente nella nostra testa, è già contenuto nella nostra testa. Se vedo una sedia quindi, questa sedia non esiste nella realtà davanti a me ma solo nella mia testa. Al momento che mi giro e non vedo più la sedia, questa non esiste più.

Secondo questa teoria tutto ciò che vediamo, sentiamo o percepiamo non esiste se non nella nostra testa. Riflettete un attimo su questo punto. Tutto ciò che fa parte della mia vita quotidiana come per esempio l’edicola sotto casa, il bar all’angolo, la palestra…tutto questo non esiste, esiste solo nel momento in cui io ci penso o l’ osservo e dopo svanisce.

Quindi se in questo momento non mi trovo nel bar all’angolo questo non esiste nemmeno. La vita è quindi una specie di sogno dove creiamo ciò che vediamo. Quando non ci pensiamo tutto svanisce proprio come in un sogno. Al di fuori di noi stessi non esiste niente, siamo soli e tutto ciò che vediamo, sentiamo o percepiamo lo creiamo nella nostra testa.

Alcuni idealisti famosi sono: per alcuni aspetti Platone, Cartesio, Berkeley, Kant e molti altri ancora. Per capire l’idealsimo possiamo usare una frase di Cartesio molto famosa e spesso usata, ossia: Cogito ergo sum (penso dunque sono). Infatti secondo questa concezione io esisto perchè penso, la realtà esiste perchè noi pensiamo e la creiamo nella nostra mente.

Questa concezione della realtà ci permette di costruirla come vogliamo. Se la realtà non esiste se non nella mia testa, io posso modificarla e crearla come voglio io. Devo solo capire come prendere completamente il controllo dei miei pensieri.

All’idealismo viene contrapposto il realismo. Nel realismo la realtà esiste indipendentemente dal soggetto. Non siamo quindi noi a crearla nei nostri pensieri ma esiste indipendentemente da noi. Se io non sono al bar all’angolo questo non “smette” di esistere ma esiste indipendentemente da me.

Nel realismo sono poi nate delle sottocorrenti come per esempio il razionalismo critico di Popper che dice che il mondo esiste si al di fuori dei nostri pensieri, che noi però non possiamo percepirlo così com’è. In altre parole la realtà esiste ma non è quella che noi percepiamo, perchè i nostri sensi elaborano e modificano le informazioni percepite. In questo senso possiamo dire che il bar all’angolo esiste anche se noi non ci pensiamo ma non è così come lo vediamo, ha altre caratteristiche perchè i nostri sensi lo modificano. Ognuno di noi quindi potrebbe percepirlo in modo diverso. Secondo questo pensiero la realtà esiste ma noi non riusciamo a percepirla in modo oggettivo, la percepiamo attraverso dei filtri (sensi) che la modificano e non ci permettono di percepirla così com’è.

L’ultima teoria che trattiamo è il positivismo. Per i positivisti la realtà è ciò che si vede e si può toccare. Per loro tutta la conoscenza dovrebbe basarsi su fatti osservabili e misurabili. Tutto ciò che ha a che fare con la metafisica non può esistere per un positivista. Positivo è tutto ciò che è reale, concreto, sperimentale, contrapponendosi a ciò che è astratto.

Per un positivista la realtà è quindi così come la vediamo. Il bar all’angolo è reale ed è così come lo percepiamo, non c’è nessuna creazione della mente e non viene modificato dai nostri sensi. Per i positivisti sono importanti le scienze esatte, i fatti misurabili e descrivibili come per esempio la forza di gravità, la teoria di Darwin e così via. Tutti elementi misurabili e visibili. Ciò che è metafisico invece non può essere vero, i positivisti quindi denunciano il pensiero filosofico e pretendono che la filosofia diventi positiva riconoscendo l’unica e vera conoscenza come quella fornita dalle scienze.

Queste diverse teorie su cosa sia la realtà ci dimostrano come sia difficile dare una risposta. Ciò che sappiamo è che la realtà non è così oggettiva e data come pensiamo essa sia. Le idee positiviste sono troppo limitanti, troppe cose infatti non possono essere spiegate misurandole o osservandole, specialmente quando si ha a che fare con il pensiero umano. Pure quelle idealiste sono limitanti, è difficile pensare che siamo soli e tutto ciò che ci circonda è frutto della nostra immaginazione.

È più probabile che la realtà non è così come la percepiamo, o in altre parole non è una cosa data e finita ma siamo noi ad influenzarla. Per esempio tramite la percezione, come dicevano i realisti critici.

Voi cosa pensate? Cos’è per voi la realtà?

A cura di Lucio Negrini

marzo 12, 2010   No Comments

+ La percezione

Ogni essere umano percepisce il mondo attraverso i sensi ed elabora le informazioni tramite il cervello. Il cervello, la mente, dunque è la parte più importante del nostro corpo, è la parte che crea la nostra vita proprio perchè è la mente a permetterci di vedere e percepire il mondo attorno a noi. Le informazioni percepite, infatti, vengono elaborate dalla mente e sono di conseguenza anche influenzate da essa. Noi percepiamo la nostra vita attraverso i sensi. Il senso che usiamo più spesso è la vista; il nostro occhio è come un’antenna che percepisce 107 bits al secondo: 7 volte più dell’orecchio!

La nostra coscienza però consente di elaborare un numero di 8-25 bits al secondo. Ciò significa che questa massa enorme di dati deve essere ridotta e semplificata, il nostro cervello e la nostra percezione operano proprio in questo senso. Le informazioni in primo luogo vengono selezzionate in modo che noi ne percepiamo solo alcune, ossia quelle che riteniamo importanti. In secondo luogo queste vengono elaborate dalla nostra mente che di nuovo le trasforma per darne un senso.

Non vediamo quindi tutta la realtà ma solo una piccola parte. Vediamo solo ciò che vogliamo vedere, ciò che la nostra mente ci dice di vedere. In altri termini noi vediamo solamente quello che la memoria sensoriale elabora, tutto il resto viene subito dimenticato. Come scrive Alfred Schutz ( noto sociologo ):

“Non vi sono puri e semplici fatti: vi sono sempre fatti interpretati. Ciò non significa che, nella vita quotidiana o nella scienza, noi non siamo capaci di afferrare la realtà del mondo. Significa che afferriamo solamente certi aspetti di essa, in altre parole quelli che sono rilevanti per noi”.

La realtà quindi è un’illusione, ciò che abbiamo rappresentato nella mente è solo una mappa, non è la realtà cosi com’è. Questa mappa è influenzata dalle nostre convinzioni e dai nostri atteggiamenti. È la nostra mente a creare la nostra vita e noi dobbiamo influenzarla per poterla migliorare e cambiare. Questo non significa avere una concezione idealista della realtà e pensare quindi che non esista niente al di fuori di noi, significa piuttosto concepire la realtà come qualcosa influenzato dal nostro pensiero e di conseguenza modificabile.

A cura di Lucio Negrini

marzo 6, 2010   No Comments

+ L’esercizio del quadrato magico

Nei post precedenti abbiamo parlato di come sia importante cambiare le convinzioni per raggiungere i propri obiettivi. Oggi vedremo un esercizio che ci servirà a cambiare le convinzioni e a riprogrammare la nostra mente.

Si tratta dell’esercizio del quadrato magico e consiste nel cambiare i pensieri limitanti in potenzianti andando a cambiare le nostre reti semantiche. L’ esercizio è molto semplice da svolgere e può essere eseguito ovunque. I passi da fare sono i seguenti:

1) Per iniziare devi pensare ad una situazione in cui vorresti sentirti e comportarti in modo eccellente. Devi quindi pensare alla situazione che vorresti cambiare, come per esempio smettere di fumare.

2) Cerca di immaginare questa situazione nel modo più nitido possibile. Se non ce la fai a vederla puoi cercare di descriverla a parole che è più semplice. Cerca di vederti o descriverti mentre sei riuscito ad ottenere quello che volevi (in questo caso smettere di fumare) immaginati per esempio come rifiuti una sigaretta da un amico e come non senti la voglia di fumare. Includi nel tuo disegno anche le emozioni che provi, i rumori che senti e così via.

3) Chiudi gli occhi e immaginati un quadrato magico davanti a te che contiene la tua rappresentazione desiderata.

4) Avanza e entra nel quadrato unendoti alla rappresentazione di te stesso nello stato voluto.

5) Vedi attraverso i tuoi occhi, senti attraverso le tue orecchie, prova le sensazioni che proveresti in quello stato.

6) Senti come aumenta la sensazione di essere veramente così di potercela fare e di sentirti meglio in quello stato.

Ti descrivo un esempio pratico e concreto per vedere come attuarlo. Mettiamo che la tua convinzione limitante sia di non essere un buon studente e di fallire agli esami. Sei sicuro che ti bocceranno e hai una grossa paura ad affrontare gli esami. La convinzione potenziante da costruire è quindi: “Io sono un bravo studente e riuscirò con successo a superare gli esami”.

Devi quindi pensare alla situazione d’esame, vederti li, sentire l’odore dell’aula, vivere le emozioni che sentiresti in quel momento, vederti tranquillo e concentrato, vederti davanti al compito e risolverlo senza grossi problemi. Queste immagini le vedi contenute nel quadrato magico davanti a te. Quando sei pronto fai un passo avanti ed entra nel quadrato unendoti all’ immagine che hai creato.

Nel quadrato amplifichi le sensazioni, rendi la scena ancora più reale, vedi il compito, senti i compagni, ti senti completamente immerso nella scena e sei contento e felice perché risolvi il compito senza problemi, sei tranquillo e soddisfatto con te stesso.

Questo esercizio puoi svolgerlo quando vuoi. Per aumentare ancora di più i benefici puoi usare un àncora nel momento in cui raggiungi l’apice delle emozioni e della sicurezza in te stesso, nel momento in cui sei convintissimo di farcela, in cui ti vedi superare l’esame senza grossi sforzi puoi mettere un àncora, ossia una parola o una breve frase che se ripetuta ti fa rivivere quel preciso stato.

Per esempio potresti dire: “Sarà un successo” “Sono bravo”. Se ogni volta che fai l’esercizio nel momento culminante ti ripeterai l’àncora, potrai poi usarla ogni volta che avrai bisogno di entrare in quello stato. All’esame per esempio prima di iniziare puoi ripeterti l’àncora “Sarà un successo” ed entrerai nello stato immaginato, ossia ti sentirai all’improvviso sicuro di te e tranquillo.

A cura di Lucio Negrini

febbraio 28, 2010   No Comments

+Come formulare gli obiettivi

Quando vogliamo cambiare, migliorarci od ottenere qualcosa di nuovo è importante che ce lo poniamo come obiettivo. L’ obiettivo per essere efficace deve essere ben formulato e seguire alcune regole fondamentali. Io vi presento la formula magica che ho imparato da Giacomo Bruno, noto formatore italiano.

Gli obiettivi devono soddisfare 6 criteri, ossia: devono essere formulati in maniera positiva, essere misurabili, avere un limite di tempo, devono poter essere raggiunti con le proprie forze, mantenere i vantaggi del presente e devono essere ecologici.

Vediamoli ora punto per punto.

1) Formulati in maniera positiva

Come abbiamo già più volte detto un obiettivo deve essere formulato in modo positivo perchè così facendo aiuteremo il nostro cervello a focalizzarsi su ciò che vogliamo. Se lo formuliamo in modo negativo non otterremo nulla, anzi forse pure il contrario visto che il nostro cervello non elabora le negazioni. Dobbiamo quindi decidere in che direzione vogliamo andare, cosa desideriamo veramente e porcelo in modo positivo. Non devo quindi dirmi “non voglio più fare questo lavoro” ma devo dirmi quello che voglio.

2) Misurabili

Gli obiettivi devono essere misurabili. Devono esserci dei chiari riferimenti che ci dicono che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Dobbiamo sapere quando l’abbiamo raggiunto. Se per esempio ci diciamo “voglio diventare una persona migliore” non è molto misurabile perchè cos’è una persona migliore? Devo quindi dire: voglio passare 4 ore al giorno con i miei figli, portare due volte al mese dei fiori a mia moglie e così via, se secondo me essere una persona migliore significa fare queste cose.

Devo rendere misurabile il fatto di essere una persona migliore in modo da poter sapere se l’ho raggiunto o meno. Se mi pongo come obiettivo solo il fatto di migliorare non saprò mai se sto andando nella giusta direzione e se raggiungo il mio obiettivo. Renderlo misurabile corrisponde quindi a porsi un traguardo da raggiungere.

3) Devono avere un limite di tempo

Un obiettivo deve avere un limite di tempo, altrimenti rimane un sogno. Devo dirmi entro quando voglio raggiungere il mio obiettivo. Se mi pongo un termine farò in modo di raggiungere il mio obiettivo in quel dato tempo perchè il mio cervello si focalizzerà su di esso. È anche importante rivedere gli obiettivi di tanto in tanto per sapere dove stiamo andando e dove siamo arrivati. Se poi non ce la facciamo a raggiungerlo possiamo rivedere la nostra strategia o anche il nostro obiettivo che forse è stato posto troppo in alto e correggerlo diventando più efficaci.

4) Responsabilità

Ognuno di noi deve poter raggiungere i propri obiettivi con le proprie forze, deve essere lui il responsabile dell’ ottenimento di un obiettivo. Se io mi dico che il mio obiettivo è sposarmi Julia Roberts non sarà un obiettivo formulato bene perchè non dipende solo da me e dalle mie forze. Certo io posso impegnarmi ad imparare tecniche di seduzione e così via in modo che se dovessi incontrarla potrei fare del mio meglio ma non dipende solo da me.

Un obiettivo deve stare sotto il proprio controllo o se non completamente in gran parte.

5) Mantenere i vantaggi del presente

Quando formuliamo degli obiettivi ci sono dei vantaggi secondari che dobbiamo tenere in conto Può darsi che l’obiettivo che noi vogliamo raggiungere ci toglie dei vantaggi che valgono di più dell’obiettivo che ci siamo posti. Entriamo quindi in un conflitto interiore. Se per esempio una persona vuole smettere di fumare deve comunque pensare ai vantaggi che ha nel fumare, per esempio lo stato di rilassatezza.

Se ponendosi l’obiettivo di smettere di fumare non trova altri metodi per rilassarsi non riuscirà a smettere perchè il fatto di rilassarsi fumando una sigaretta è un vantaggio secondario troppo grande per lui. Questi vantaggi secondari possono tuttavia essere sostituiti con altri metodi, per esempio il fumatore può fare degli esercizi di rilassamento o ascoltarsi un bel CD rilassante e così via.

6) Ecologico

Un obiettivo deve essere ecologico ossia non deve andare contro i propri valori o recare dei danni come per esempio di salute. Dobbiamo chiederci in che modo andare in questa direzione influirà sulla nostra vita nel breve e nel lungo periodo. Dobbiamo sapere se vale la pena andare in questa direzione. Se per esempio ho l’obiettivo di diventare un grande imprenditore e per fare ciò devo trascurare la famiglia a cui do molto valore, andrò contro i miei ideali.

Se come obiettivo mi pongo di perdere peso e per farlo decido di fare una dieta a base di sola frutta, questo potrebbe avere un influsso negativo sulla mia salute e quindi essere dannoso. Un buon obiettivo non va contro i miei valori e non mi reca nessun danno. Se invece così fosse devo rivedere l’obiettivo formulato e cercare di mutarlo in modo da non creare un conflitto.

Quando formuliamo gli obiettivi dobbiamo quindi pensare a questi elementi e cercare di formularli nel miglior modo possibile. Come già detto bisogna poi rivedere gli obiettivi di tanto in tanto per sapere dove si è arrivati e ricordarsi dove si sta andando.

È pure molto importante scrivere i propri obiettivi perchè scrivendoli prendiamo un impegno con noi stessi e ci comporteremo di conseguenza per raggiungerli. Saremo coerenti con l’impegno preso e ci impegneremo per portarlo a buon fine. E per ultima cosa è importante non demordere. Probabilmente ci saranno dei rifiuti o delle sconfitte, l’importante è però non mollare tutto e continuare per la propria strada. Le difficoltà possono esserci bisogna saperle affrontare e avere bene in mente dove si vuole arrivare per non lasciarsi andare e rinunciare a tutto.

Un esempio spesso citato è quello di Walt Disney, a cui è stato rifiutato un credito per finanziare il suo sogno di creare un parco divertimenti per ben 302 volte prima che una banca decise di darglielo. Se lui ce la fatta è perchè non si è mai arreso e ha continuato ad andare per la direzione che aveva scelto. Il risultato lo conosciamo tutti e i suoi parchi sono oggi famosissimi.

A cura di Lucio Negrini

febbraio 20, 2010   No Comments

+Come cambiare (parte 2)

Nella prima parte abbiamo parlato di due casi diversi. Vediamoli ora nei dettagli.

Nel primo caso abbiamo detto che è importante porci degli obiettivi. Gli obiettivi infatti servono per comunicare al cervello quello che vogliamo e a creare una direzione in cui andare. Se vogliamo diventare medici o astronauti, se vogliamo cambiare lavoro, se vogliamo trovare una ragazza, se vogliamo guadagnare tanto o vincere un’olimpiade dobbiamo porcelo come obiettivo. Così facendo il nostro cervello saprà su cosa focalizzarsi e troverà tante opportunità che magari prima non vedevamo.

Per spiegare meglio cito l’esempio della nuova macchina: Quando vogliamo cambiare macchina e ne scegliamo una (obiettivo) per esempio una Fiat 500 all’improvviso vedremo Fiat 500 dappertutto e posti dove le vendono che magari prima non avevamo mai visto perché non ci facevamo caso.

La PNL ci aiuta quindi a cambiare le nostre convinzioni, a porci degli obiettivi e a raggiungere ciò che vogliamo. Focalizzando il nostro cervello sull’obiettivo Fiat 500, ci mettiamo in uno stato di allerta che ci fa vedere tutte le occasioni che abbiamo per ottenerla. Lo stesso vale per un posto di lavoro, se io so cosa voglio vedrò all’improvviso molte più opportunità e magari incontrerò le persone giuste che possono aiutarmi. Gli obiettivi devono essere posti in maniera corretta se si vogliono ottenere buoni risultati. Sul come porre gli obiettivi dedicherò un post nei prossimi giorni.

L’altro punto fondamentale è il crederci. Dobbiamo essere convinti di essere in grado di ottenere una data cosa altrimenti non ci proveremo nemmeno. Se io mi metto dei limiti da solo, il mio cervello si focalizzerà su quei limiti e non mi farà andare oltre. Il potere del pensiero è enorme e chi sa come utilizzarlo può raggiungere risultati straordinari.

In questo primo caso vi ho parlato di come cambiare nel senso di raggiungere un obiettivo come per esempio un nuovo lavoro. Se invece vogliamo cambiare un’ abitudine, una convinzione, un modo di pensare possiamo utilizzare la PNL andando a riprogrammare il nostro cervello.

La nostra mente funziona grazie a delle associazioni che permettono a vari input di creare specifici output. Per esempio se l’input è una sensazione di freddo l’output sarà: brividi, pelle d’oca e un messaggio di coprirsi. Queste associazioni si creano durante la vita con le esperienze. Anche quando fumiamo creiamo queste associazioni, l’input “fumo” porta all’output “sensazione di rilassatezza”, “felicità”.

Spesso queste associazioni sono dovute a convinzioni che ci siamo creati noi. Per esempio se pensiamo di essere timidi, creiamo delle associazioni che ci fanno comportare di conseguenza, per esempio associamo un sorriso da parte di un’altra persona (input) all’output “mi sta deridendo”.

La programmazione neurolinguistica va ad agire proprio su queste associazioni e le modifica. Immaginiamoci che all’interno della nostra mente ci sia un programma che elabora tutti gli input e li associa a vari output. Con la PNL abbiamo la possibilità di modificare questo programma in modo da associare altri output agli input. Nel caso del fumo si può quindi associare l’output ottenuto dal fumare una sigaretta, quindi rilassatezza e felicità con un altro input per esempio fare una passeggiata e associare all’input “fumare” l’output “schifezza, senso di nausea”.

Ogni volta che penseremo ad una sigaretta la nostra mente l’associerà quindi ad una sensazione di schifezza e nausea e non sentiremo più il bisogno di fumare, mentre lo stato di rilassatezza l’otterremmo facendo una camminata. Questa riprogrammazione è potentissima e veloce e una volta fatta avremmo smesso di fumare per sempre.

Una tecnica efficace per riprogrammare la propria mente è il quadrato magico. Il quadrato magico consiste nell’immaginarsi in una situazione desiderata e vivere le sensazioni nel modo più nitido possibile. In questo caso ci si può vedere mentre si fuma una sigaretta e ci si sente male o mentre si fa una passeggiata e ci si sente benissimo. L’immaginazione dello stato desiderato va a cambiare le nostre associazioni perchè la nostra mente non distingue la realtà dalla finzione. Prossimamente dedicherò un post anche a questo tema.

A cura di Lucio Negrini

febbraio 16, 2010   No Comments